GLI ULTIMI SPROLOQUI DEL CAPO DELLA GIUNTA AL GOVERNO A KIEV

L’edizione telematica di mercoledì otto aprile del quotidiano "il Giornale" contiene – firmato dalla Redazione web – un articolo nel quale si rilanciano le ultime farneticazioni, rilasciate ai microfoni del Gr1, del numero uno della Giunta al potere in Ucraina.

Vladimir Aleksandrovic Zelensky è un tizio coraggioso, senza dubbio: riuscire a mettere in fila una tale quantità di scempiaggini è indice di creatività, ma anche di scarsa intelligenza, da parte del satrapo di Kiev, e di chi ne raccoglie i vaneggiamenti senza un minimo di senso critico.

Sul rapporto con il comandante in capo dell’esercito più terrorista esistente sulla faccia della Terra, si chiede, in maniera del tutto retorica: «Chi ha un rapporto migliore di me con Trump? Penso che abbiamo buone relazioni perché sono una delle poche persone che gli dice quello che pensa».

Non ci sono dubbi; tra criminali di guerra ci si intende, anche se a volte ci si fa prendere dall’entusiasmo e si fanno certe affermazioni non corrispondenti alla realtà: il miglior “amico” – ammesso che ne abbia uno sincero – di Donald John Drumpf (Trump) è sicuramente il genocida sionista Benjamin Netanyahu.

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A seguire, tocca al Presidente del Consiglio dei Ministri italiano che viene omaggiato in questa maniera: «una leader forte non solo in tutta Europa ma anche a Bruxelles. È una delle voci più esplicite, soprattutto per aiutare l’Ucraina. Oggi bisogna sbloccare i 90 miliardi di assistenza al nostro Paese. Dipende da tante voci e la voce di Giorgia è molto importante per noi».

Pensiamo che non sfugga a nessuno che l’obiettivo per cui l’erede del colpo di Stato del 2014 di piazza Maidan si rivolge con parole sdolcinate al primus inter pares del Governo italiano sia la pretesa – sfruttando la sua popolarità – di continuare a ricevere finanziamenti a fondo perduto (i cosiddetti prestiti che diventeranno “crediti inesigibili”) dall’Unione Europea.

La dimostrazione è rappresentata dall’ultimo capoverso dello scritto, dove il personaggio in questione chiarisce: «il supporto all’Ucraina, con le forniture di armamenti, deve continuare. Gli Stati Uniti erano più concentrati sul Medio Oriente, per questo i negoziati a tre con la Russia sono stati posticipati. Ma ripartiremo…»; evidentemente i cessi d’oro non gli bastano, pretende – e puntualmente ottiene – sempre di più.

 

Bosio (Al), 23 aprile 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

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